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neo/Baroque! 13/10/2005 - 14/01/2006
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Byblos Art Gallery aprirà la sua prima stagione espositiva con la collettiva “NeoBaroque!” nella quale compaiono alcuni dei grandi nomi dell’arte contemporanea newyorkese. La mostra, curata da Micaela Giovannotti e Joyce B. Korotkin intende far conoscere per la prima volta al pubblico italiano una nuova tendenza, o meglio un nuovo modo di sentire, che si sta manifestando nell’arte del nuovo millennio. Dopo i decenni dominati dal rigore intellettuale e dalla parcità visiva del minimalismo e dell’arte concettuale, fa la sua comparsa una nuova sensibilità, radicata nelle tendenze degli anni Novanta, che coinvolge le più diverse espressioni artistiche – dalla pittura alla scultura, dal video alla fotografia fino a giungere alle performance ed alle installazioni. Attraverso l’utilizzo di tecniche estremamente elaborate e raffinate i “neo-barocchi”, contrapponendosi al gusto minimalista, reintroducono nelle loro opere l’elemento illustrativo e narrativo, la ricchezza di metafore e di simbolismo. Il neo-barocco, figlio dell’esuberanza visiva e della preziosità delle opere barocche, si contraddistingue per la presenza di immagini sovraccariche, iperadorne, di una bellezza aggressiva e sfarzosa. Una sensualità smodata e il gusto dell’eccesso si uniscono alla rigogliosità e allo sfolgorio del colore, alla sinuosità della linea curva come nei tropicali arabeschi ad alta velocità di Emilio Perez e nelle melanconiche foreste incantate dei video di Takagi Masakatsu & Saeko Takagi. Guardare e godere sono i nuovi termini di quest’arte che mira a colmare quel vuoto sensoriale che ha caratterizzato parte delle espressioni artistiche di fine secolo: il neo-barocco coinvolge i sensi, induce ad un godimento estetico che non è solo intellettuale ma in primo luogo sensoriale. Si pensi ai disegni di rose rosse sgargiantemente erotiche di Robert Longo, ai cangianti pavoni di Angelo Filomeno con i loro iridescenti ricami serici incastonati di cristallo o ai laboriosi collage psichedelici di Fred Tomaselli e alle silenti e ieratiche sculture colate di cera di Petah Coyne. E’ un’arte che seduce, trascina, coinvolge lo spettatore in un turbinio di emozioni dal carattere ambivalente: gli artisti “neo-barocchi” coniugano la ricerca della bellezza con la trattazione di temi problematici, specchio della realtà contemporanea. Ann Craven, Kehinde Wiley, Alexis Rockman, Robert Longo, Nicola Verlato - per citarne alcuni – uniscono alla gioia della decorazione la trattazione di tematiche sociali, politiche, etniche dal forte impatto emotivo riuscendo così ad esprimere pienamente la peculiarità dell’arte “neo-barocca” che vuole essere godimento per i sensi ma anche di stimolo alla riflessione.
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