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| Beatriz Millar Svizzera |
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Nata nel 1967 a Einsiedeln in Svizzera. Vive e lavora a Toscolano sul Lago di Garda. Titoli di Studio: Diploma di maestra di scuola elementare, Rickenbach (Cantone di Svitto, Svizzera) Diploma di scultura in legno all’Accademia di Belle Arti, Lucerna (Svizzera) Diploma di Fashion Design all’IGOS, Milano (Italia) Collezioni: MART, Rovereto Byblos Art Hotel Villa Amistà, Verona Progetti per il 2007: Scultura “Clown – Clone: The Pianoplayer” per una collezione privata a Dubai (UAE) Mostre personali più significative: 1993, Stockholm Art Fair (Svezia), Galleria Cinquetti 1997, “Mixed Emotions”, Multimedia Arte Contemporanea, Brescia 2002, “IXx…”, Palazzetto dell’Arte, Foggia 2003, “Be(a)-Bop”, Museo Nazionale Villa Pisani, Stra Venezia 2004, Art – Moscow, Swinger Art Gallery (Russia). Mostre colletive più significative: 1995, “La Caverna Telema(n)tica, PAC Torino 2000, “Seconda Triennale d’Arte Sacra Contemporanea”, Lecce 2002, “Le Stanze dell’Arte”, MART Rovereto 2006, “Out of True”, Design District Miami (USA) Bibliografia selezionata: Romana Loda, Beatriz Millar. Tra erranza e artificio, Multimedia Edizione, Brescia 1999 Elena Casotto, Le stanze dell’arte, MART, Rovereto, Skira, Milano 2002 Gabriella Belli, Luca Beatrice, Romana Loda, Gabriella Citroni, Beatriz Millar. Be(a)-Bop, Edizione Charta, Milano 2004 Janus, Beatriz Millar. Alchimia e Sensualità, Artein, Venezia 2005 Micaela Giovanotti, Joyce B. Korotkin, Out of True. Byblos Art Gallery, Verona 2006 Sito ufficiale: www.beatrizmillar.com Pensiero d'orientamento: Beatriz Millar si confronta nella sua opera con il tema della dualità tra forma e sostanza, tra verità e artificiosa realtà del quotidiano. Evidenziando una quotidianità illusoria fatta di allarmanti superficialità l’artista denuncia con la sua arte il profondo sbilanciamento del nostro mondo. L’uomo “sensuale” di quest’ultimo secolo ha concesso al più illusorio dei sensi -la vista- la conduzione della propria vita. Lo spirito dell’ artista si ribella alla società occidentale basata sull’apparenza. L’utilizzo di effimeri espedienti nella sfida contro il tempo, l’esaltazione del senso materialistico della vita ed il suo consumo vengono analizzati nel suo lavoro evidenziandone, ironicamente, la precarietà e vanità. Il fil rouge che, in una disanima accorta ed ironica, accompagna le sue opere emerge in “Make Up the Tree” dove l’artista osserva e ammira la natura ed in essa trova la sua maestra e ispiratrice. L’albero che seguendo la naturale evoluzione muta e si trasforma di stagione in stagione mantiene un centro, un’anima interiore viva e autentica, Millar, giullare alla corte dell’arte, gioca e provoca interpretandolo secondo la sua poetica. In altri lavori, quali “pheNOMENon of mOMENts”, grandi edifici pulsanti sentono l’afflato del mondo, superfici e pareti concave o convesse percepiscono lo scorrere del tempo con un vissuto quasi surreale. E’ in “Kisses” che si evidenzia la necessità di abbandonare l’apparenza e usare altri strumenti per percepire l’umano: un flusso energetico rispecchiato e misurato in un’immagine termografica. In essa si legge lo scioglimento dell’ego nello spazio, l’individuo integrato in un ordine superiore, senza limiti né frontiere finalmente in un tutt’uno che scorre e mai si ferma. “MORNINGDIARIES” è il diligente e preciso diario fotografico del mattino, che Beatriz Millar tiene da oltre 15 anni; ancora una volta la natura nei suoi quotidiani e molteplici cambiamenti ritratta sul lago di Garda. Giorno dopo giorno il minuzioso e preciso diario coglie l’Anima mundi. Le immagini sono state rielaborate, umanizzate con l’impronta di una bocca e corredate da un pensiero, come moderne cartoline giganti che l’artista invia all’umanità.
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